Paura e Delirio nel Thay

Sessione 03/01/13 - Saltano le coperture!

Dopo una ghiotta cena a base di piante-derrate cucinata dall’irreprensibile Sasecchia, il gruppo sistema gli ultimi preparativi per la nanna. Yurizan, il barghest supervisore, si sorprende del fatto che una masnada di sedicenti mercanti così ben equipaggiata non abbia un giaciglio o delle carovane a disposizione, e decide di riservare ad essi un angolo dei dormitori goblin, fatto ripulire accuratamente. Il gruppo viene attratto dal Cugino Gionata, che li invita a fare una passeggiata all’esterno per scambiare due chiacchiere. Tra il più e il meno, Gionata rivela di essere un asceta, che ha fatto voto di castità, e che lavora per POTERI FORTI che non possono essere rivelati. Si rammarica del fatto che una creatura empia come un drago rosso possa possedere così tanto denaro e potere, e con un giro di parole chiede al gruppo di sbarazzarsi di Zmuzz. Ma, secondo Giucas, il Cugino non la racconta giusta. Il gruppo decide di pensarci un po’ su, e così Gionata si allontana, ma non prima di aver attirato l’attenzione di Euridice: ammaliata dalla figura del carismatico Gionata, o forse intenta a carpire ulteriori informazioni, con la scusa della scomodità dei giacigli goblin, lo convince a portarla con sé nelle sue stanze per la notte. I due si allontanano. Anche Giucas si allontana in solitaria, nel tentativo di racimolare informazioni, mentre il resto del gruppo (Sith, Thrun, Maschettone, Squizzo e Dalbalgheras) resta fuori sul dafarsi. Si aprono così tre scenari, in contemporanea:
- Mentre Sith e Thrun discutono sul dafarsi, Maschettone si allontana verso la forgia, con l’intenzione di sgraffignare qualche oggetto interessante. Dalbalgheras sfida Thrun a dadi… peccato che non ci siano dadi, e che Dalbalgheras non abbia soldi. Squizzo si intrattiene osservando le mute di worg che tornano alla loro tana: i worg sono guidati da un esemplare enorme, che arriva volando. Che bestia interessante!
- Giucas si reca alla mensa, e riesce a farsi amici tre bugbear palesemente ubriachi, mettendo pace tra i loro conflitti. Uno di essi lo prende particolarmente in simpatia: si chiama Chicchinozzo, e si lamenta per la sua vita di merda, tra un lavoro straziante, una moglie insoddisfatta e scarse prospettive di carriera. Chicchinozzo è in lacrime. Giucas, grazie ad ausili magici, lo tranquillizza, e gli propone di unirsi al suo gruppo, Chicchinozzo, impaurito dalla reazione dei supervisori barghest, tituba, ma alla fine il chierico riesce a convincerlo ad andare a discutere con Yurizan. Lo attenderà alla mensa.
- Euridice e Gionata si allontanano. Gionata dimostra di avere un certo potere all’interno delle tane goblin, ottiene il passaggio libero da Birracalda e conduce la sua ospite al livello superiore, dove sembrano alloggiare e allenarsi gli hobgoblin. Conduce altresì Euridice attraverso una piccola stanza, dove alloggia quello che sembra un mago hobgoblin, che Gionata chiama Huyluy, e quest’ultimo gli apre una porta che conduce ad un livello ulteriore. Dopo un lungo corridoio scavato, il Cugino apre un passaggio nel muro, e rivela all’arciera che si trovano nel maniero in cui alloggia Zmuzz. Gionata fa gli onori di casa, e la conduce all’interno di una stanza ben arredata, con un grosso letto a baldacchino, e numerose comodità. I due, seduti sul letto, cominciano a parlare del più e del meno. Euridice si chiede come possa un ospite come Gionata usufruire di tutto questo potere, e quest’ultimo rivela di essere un ospite particolarmente di riguardo per Zmuzz. Continua la sua filippica sulle cattive intenzioni del drago, e su quanti vantaggi possano nascere da una alleanza per la sua sconfitta. “Devi ascoltarmi, Euridice. DEVI ASCOLTARMI”. Sembra particolarmente deciso.
- Dopo una decina di minuti, Giucas riceve le visite dei due bugbear che stavano litigando con Chicchinozzo. Sono alquanto irritati, perché il loro sventurato amico è stato portato via con la forza da alcuni supervisori, verso le stanze dei barghest. Che idea stupida, amico! Giucas vuole rimediare, e chiede di essere condotto ai suddetti alloggi per metterci una pezza. I due bugbear, che rivelano di chiamarsi Jonas e Jannino, temono ripercussioni violente. “State tranquilli, ci penso io. Venite con me, indicatemi la via”. Ma dovranno superare il guardiano del primo livello, Birracalda.
- Gionata sembra particolarmente convincente. TROPPO convincente. Euridice realizza che c’è qualcosa che non va nello sguardo del Cugino, e chiede di andare via. Ma il “Cugino” è di un altro avviso. Comincia una colluttazione sul letto, Euridice subisce alcuni duri colpi, e nota che il solo contatto con Gionata le causa una perdita di energia vitale: l’intera creatura è imbevuta di energia negativa! Gionata finalmente rivela i suoi colori, e attenta al collo di Euridice con due canini sporgenti e minacciosi: riesce a berne il sangue in più di un’occasione. Euridice è sempre più debole, e teme di vacillare, ma riesce a districarsi dalla morsa del nemico. È l’occasione buona per giocarsi l’asso nella manica: la corpulenta signora tira fuori una boccia contenente l’acqua dello Stige, temibile acqua che tutto fa dimenticare, e tenta di annacquare Gionata, ma, complici la sua debolezza, e l’innaturale agilità del Cugino, il colpo va a vuoto. Il vampiro teme che si tratti di acqua benedetta. Quest’ultimo si allontana con un balzo, e dal nulla tira fuori un piccolo arco, con cui bersaglia la povera donna. Una freccia colpisce Euridice sul braccio, e uno strano torpore la attanaglia. Sono frecce del sonno! Ma, complice anche la tensione e l’adrenalina, il dardo non ottiene nessun effetto. La donna ne approfitta per ricambiare: estrae il suo arco lungo, e a sua volta bersaglia il nemico. Diventa una lotta a distanza nell’arco di pochi metri!
- Il piano di Giucas è questo: Jonas e Jannino distraggono Birracalda, e Giucas penserà a lui con un incantesimo. Mentre i due si intrattengono con il nerboruto bugbear, Giucas fa il suo ingresso nella stanza, attirando l’attenzione di Birracalda. Finge di aver sbagliato stanza, si nasconde dietro la porta, e prepara l’incantesimo. Suggestione! Il guerriero non può resistere ai prodigi ammaliatori del chierico di Oghma. “Chicchinozzo è in pericolo nella stanza delle torture, devi salvarlo!”. Birracalda non se lo lascia ripetere due volte, apre la porta dietro di sé e corre via, verso i corridoi. Giucas e i due bugbear, sempre più straniati, lo seguono a ruota libera. Birracalda si trova faccia a faccia con la porta di ferro degli alloggi dei barghest, ma è sigillata. Tenta di sfondarla, e incredibilmente, grazie anche all’incantesimo di Forza Straordinaria di Giucas, la tira giù con una sola spallata! Giucas sente grida e battibecchi pesanti, scatta una rissa probabilmente… è l’ora di darsela a gambe! Filano via: Jannino e Jonas decidono di ritornare ai loro alloggi, non prima che Giucas strappi loro la promessa di far silenzio; Giucas ritorna dai suoi amici, all’esterno.
- Gionata teme un’eventuale seconda ampolla, e resta sulla difensiva. Affonda un altro colpo, con il suo sguardo penetrante: stavolta la stremata Euridice non riesce a resistergli. Il suo nuovo padrone le intima di racimolare il gruppo e condurlo dal drago, ora o mai più: ci penseranno i guardiani a decimarli, e ciò che sopravviverà verrà massacrato da lui stesso. HAHA!
- Thrun, stanco di aspettare senza far nulla, si dirige verso la forgia, nel tentativo di raccattare Maschettone. Lo chiama a gran voce. Una delle guardie hobgoblin gli chiede di chi stesse parlando, Thrun finge goffamente sull’identità del personaggio richiamato, ed attira l’attenzione di un gruppo di hobgoblin lì presente. Fortunatamente riesce a rompere la tensione con uno sfoggio dei suoi muscoli: parte una gara di flessioni, che il genasi riesce a vincere, guadagnando anche una moneta di preziosissimo electrum. Proprio alle sue spalle spunta Maschettone, reduce da una pescata proficua: è riuscito a prelevare alcuni piccoli oggetti preziosi, tra cui un pugnale di adamantio, che regala al suo roccioso compagno. A sua volta, Thrun porge il pugnale in omaggio al suo padrone, Sith Calandril. Potrebbe essere utile.
- Giunge finalmente Giucas, un po’ scosso per il casino combinato. Dopo non molto tempo arriva anche una provata Euridice. “Ho ucciso Gionata, era un emissario di una creatura maligna. Bisogna attaccare il drago adesso, prima che scoprano tutto!”. I compagni la ascoltano con preoccupazione, ma Thrun non mangia la foglia. Prova a pugnalarla con il suo gladio di riserva, per verificare che non sia un doppleganger. Ouch! Ma nulla succede. Sta per scattare una rissa tra Euridice e Thrun, con l’infido Dalbalgheras che non aspettava altro che menare le mani, ma Sith, con la sua autorità, riesce a stemperare gli animi. Non è tempo per le diatribe interne, si va per la testa di Zmuzz!
Euridice cerca di ricordare la strada per ritornare alle camere di Gionata. Il gruppo si ritrova nella stanza degli ospiti, e Giucas resta di stucco nel ritrovarsi di fronte Birracalda, lì, immobile, come se non fosse accaduto nulla. L’unica differenza è la palese presenza di macchie di sangue sull’armatura del guerriero. Non sembra possibile ottenere il passaggio con le buone, così non resta che ricorrere alla violenza: Thrun si lancia verso il suo avversario, ma un tavolo si frappone fra i due. Tenta di saltarlo con agilità, ma inciampa, e rovescia tutto, spaccandosi il muso (HAHAHA). Ancora una volta è Giucas ad avere la meglio sul povero Birracalda, che non ha neanche la possibilità di far roteare la sua catena, prima di finire vittima di un Comando divino: muori! Ed il bugbear simula la sua morte. Dalbalgheras, al limite del sadismo, decide di paralizzarlo ulteriormente, fino a quando Sith, con il suo nuovo pugnale, termina la vita del guerriero, sgozzandolo impunemente. Per non perdere tempo decidono di analizzare in seguito l’equipaggiamento di Birracalda, e lo gettano intero nello Scrigno di Leomund lanciato da Sith. Tuttavia dimenticano un particolare notevole: la porta davanti a loro è chiusa a chiave e la chiave è all’interno dello scrigno, che per il momento non può essere rievocato! Fortunatamente ci pensa Maschettone, che con solerzia procede allo scassinamento della serratura. Passano alcuni minuti, minuti preziosi che finiscono con il mettere in allarme l’intero fortino; giunge Yurizan, in cerca di chiarimenti. I personaggi simulano vistosamente, fingendo un assalto alle tane da parte di ombre, e Birracalda è corso via sulle loro tracce. Yurizan non se la beve e li lascia proseguire, mentre nel frattempo allestisce una trappola per gli avventurieri.
Euridice conduce i compagni verso la meta, ma non ricorda la strada: sbaglia corridoio, e il gruppo si ritrova negli alloggi dei barghest, lì dove Birracalda era stato mandato dalla Suggestione di Giucas. C’è ancora la porta sfondata a terra, ed evidenti tracce di una colluttazione. All’interno della stanza, diversi barghest stanno giocando a carte. Avvisati telepaticamente da Yurizan, fanno accomodare il gruppo nella stanza. Lì parte un agguato da parte di Yurizan ed alcuni altri personaggi, resi invisibili. Dalla sfera di invisibilità emerge un enorme bugbear, armato con un’enorme mannaia, che con uno scatto d’ira, si avventa su Thrun. Questi viene preso alla sprovvista ed il colpo d’accetta gli divide in due la faccia. Lo stolido genasi tuttavia non resiste allo shock subito per il dolore, e muore sul colpo!

Il resto del gruppo tenta di difendersi, Dalbalgheras, Euridice e Maschettone dalle retrovie attaccano i nemici con frecce e raggi infuocati. I barghest rispondono con le loro famigerate abilità di charme, al quale rispondono alcuni contro-charme di Giucas e di un sorprendente Squizzo, e alcuni membri del gruppo passano di schieramento in schieramento nel giro di pochi secondi. Alla fine, risolve tutto Sith, con un irresistibile cono di Paura. Tutti vengono scacciati, i barghest scappano via grazie al teletrasporto, ed anche il bugbear assassino di Thrun se la dà a gambe levate, non prima di aver lasciato cadere a terra la sua mannaia, che verrà prontamente requisita. Giucas mura la stanza con un Muro di Pietra, non c’è tempo da perdere! Fortunatamente Sith ricorda di avere la Verga della Resurrezione donatagli dall’ormai lontanissimo Ramantathur, e procede a resuscitare la sua guardia del corpo, che ritorna dall’aldilà per la seconda volta nel giro di ventiquattr’ore. Nel frattempo l’offensiva dei goblinoidi si organizza: cominciano le prime picconate al muro, per tirarlo giù. Una squadra di grossi barghest si teletrasporta all’interno della stanza, ma il loro agguato fallisce, e chi non viene ucciso scompare nel nulla per evitare la morte. In cerca di una via di fuga, Maschettone rivolge l’attenzione a una porta sul retro, da cui provengono urla di aiuto. Riesce a scassinarla, e il gruppo si ritrova all’interno di quella che sembra una prigione. Sono tre gli ospiti delle galere: un tipo sveglio, che si presenta come Nalforr il Mezzodrago Guerriero, un orco della tribù delle Sorelle Cacciaguida, di nome Bubba, che si dimostra alquanto entusiasta, ed un minotauro scorbutico di nome Minosse. Sith promette loro la libertà in cambio di un aiuto: non avendo molta altra scelta, i prigionieri accettano. Vengono armati alla bell’e meglio: Bubba ottiene una spranga di ferro, Nalforr una spada lunga di Euridice, e Minosse la mannaia ancora sporca del sangue di Thrun, che apprezza particolarmente. Ma non è finita qui: una grata separa l’ambiente delle celle da un’altra stanza, da cui provengono rumori di macchinari e urla disumane. Giucas riconosce la voce di Chicchinozzo, il bugbear ubriaco! Dove non possono gli strumenti di Maschettone, provvede la possanza di Minosse, che sradica la grata, e concede l’accesso a tutti. Il povero bugbear è legato ad un’infernale macchina dello stiramento, viene prontamente liberato e curato dal chierico di Oghma. Dopo il piacevole quadretto, tutti si rivolgono all’uscio della porta da cui sono giunti, ancora protetto dal muro di pietra. Quanto durera? Sono tutti molto stanchi e provati, gli incantesimi cominciano a scarseggiare, e la speranza è quella di ottenere qualche ora di riposo per ristorarsi. Ce la faranno i nostri eroi ad abbandonare gli alloggi dei barghest con i propri piedi?

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ProgenieBovina

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